Chiesa Parrocchiale di Porto d’Adda

by eros

Il 26 agosto 1935, durante la sua visita pastorale, il Cardinale Arcivescovo Schuster decide la ripresa della costruzione della nuova chiesa parrocchiale di Porto d’Adda, dopo alcuni anni di sospensione. I lavori, che erano cominciati nel 1919, riprendono nel 1936 su progetto dell’Ing. Arch. Giovanni Maggi, coadiuvato dall’Architetto Oreste Scanavini (progettista del campanile), dopo avere rinforzato il terreno con grossi tronchi conficcati nel terreno. La planimetria si presenta molto semplice, con una sola navata terminante nell’abside, e un transetto a formare una pianta a croce latina. Si impiegano mattoni cotti sul posto e ceppo dell’Adda. Viene consacrata l’anno successivo, il 14 febbraio 1937.

Il parroco dell’epoca, don Giulio Ambrosiani, era riuscito ad acquistare con grandi sacrifici e difficoltà il terreno per costruire la chiesa, pezzo dopo pezzo. L’interno viene inizialmente arredato in modo molto sobrio, grazie anche all’aiuto dei parrocchiani e allo stesso don Giulio, ma le pareti rimangono spoglie. Durante la II guerra mondiale però, viene chiamato un pittore bergamasco, Vanni Rossi (1894-1973) -assistito da Mario Clerici- ad affrescare le pareti interne. Mecenati dell’impresa sono i coniugi Guido e Pia Rossi, proprietari di una bella villa sul territorio di Porto, Villa Carlotta. Gli affreschi vengono realizzati durante un periodo drammatico per l’Italia, dal 1940 al 1945.

Le scene affrescate rievocano i fatti dell’Antico e Nuovo Testamento, con figure robuste, manieristiche, e colori vivaci e ben contrastati. Vanni prende come modelli dei suoi dipinti le persone del paese, creando ritratti veristi, in uno dei quali si può riconoscere il figlio del pittore, morto adolescente. L’estensione della facciata frontale interna permette al pittore di creare un Giudizio Universale degno di nota. Il tema è svolto con grandiosità, ad ammonire il fedele che lascia la chiesa e presenta di nuovo ritratti fisiognomici puntuali. In particolare si riconoscono due figure tra i dannati, Mussolini e Hitler, il primo colto in atteggiamento sofferente, il secondo ritratto con un serpente avvolto, gli occhi sbarrati a simboleggiare la follia.

Il mosaico sulla facciata esterna è invece del 1971, e rappresenta Sant’Ambrogio, San Giuseppe con Gesù Bambino e San Carlo Borromeo. Nella lunetta posteriore vi è figurato l’agnello di Dio da cui scaturisce il sangue, linfa vitale per gli uomini.

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Porto d'Adda, il ciclo pittorico di Vanni Rossi - Ecomuseo Adda di Leonardo 31/03/2020 - 11:57

[…] Articolo a cura della ProLoco di Cornate d’Adda […]

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